Come cambia la normativa dei droni con il nuovo regolamento UE

Il progetto europeo SESAR Joint Undertaking prevede che “entro il 2050 in Europa saranno oltre 7 milioni i Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto – SAPR ad uso ricreativo e altri 400.000 quelli impiegati a fini commerciali”.

In quest’ottica l’Unione Europea ha deciso di adottare un regolamento comune sui droni capace di armonizzare quelli già sviluppati dai singoli Stati membri e prevedere regole semplificate e standard di safety più elevati.

Il Regolamento sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea prima dell’inizio dell’estate per poi entrare in vigore entro 20 giorni, bisognerà però attendere un anno dalla pubblicazione prima che le norme diventino applicabili nel territorio di tutti gli Stati membri.

Benedetto Marasà, Chief ground instructor dell’IDS Training Academy e già Vice-Direttore Generale dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile – ENAC, spiega come cambierà la normativa.

Il Regolamento UE riguarda tutti i mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto – APR per uso civile siano essi utilizzati a scopo ricreativo che per attività professionale. Anche i droni giocattolo e gli aeromodelli saranno soggetti al rispetto delle disposizioni previste dal nuovo regolamento UE.

Il nuovo regolamento europeo configura i requisiti non solo sulle caratteristiche tecniche del drone (massa, dimensioni, velocità, ecc.) ma soprattutto sulla base del livello di rischio delle operazioni che si intendono svolgere.

La Commissione Europea ha infatti previsto tre categorie di operazioni:

  • Open, la più innovativa e con procedure semplificate;
  • Specific, tipica di operazioni in scenari critici e in presenza di persone estranee alle operazioni;
  • Certified, da svolgere con mezzi complessi e in spazi aerei dove è probabile la contemporanea presenza di aeromobili con piloti e passeggeri a bordo.

LA CATEGORIA OPEN

La Open comprende le operazioni a più basso rischio che possono essere svolte con droni fino a 25 Kg in modalità VLOS, cioè sempre all’interno del campo visivo del pilota, ed è a sua volta suddivisa in tre sottocategorie di impiego di mezzi a pilotaggio remoto:

  • A1 – fino a 900 grammi, con caratteristiche di inoffensività e bassa velocità che possono volare anche in ambienti urbani (oggi il regolamento dell’ENAC prevede invece il limite di 300 grammi);
  • A2 – tra i 900 grammi e i 4 kg, che possono essere adoperati in ambienti dove vi sono solo persone coinvolte, cioè persone che, oltre al pilota, partecipano all’attività che si sta svolgendo con il drone;
  • A3- tra i 4 e i 25 kg che possono essere pilotati solo in ambiente extraurbano, in aperta campagna e per attività come l’agricoltura di precisione, la sorveglianza e la fotogrammetria aerea.

Per poter operare con questi droni nella categoria Open non sarà più necessario l’attestato per il pilota, basterà la semplice frequenza di un corso online. Una grande differenza quindi rispetto alla normativa attuale che prevede la necessità di frequentare un corso teorico-pratico e il rilascio di un attestato di pilotaggio per chi usa droni superiori a 300 grammi.

In alcuni casi, soprattutto quando si tratta di operazioni in presenza di persone non coinvolte, sarà però necessario, oltre al corso on line, anche il superamento di un esame sempre online, che sarà predisposto e attestato da un centro di addestramento di concerto con l’Autorità competente.

La categoria Open prevede comunque il rispetto di precise condizioni di sicurezza: innanzitutto i droni dovranno sempre rimanere a vista, quindi a distanza non superiore ai 500 metri dal pilota, e non potranno mai superare i 120 metri d’altezza. In secondo luogo l’operatore dovrà sempre essere registrato e il suo codice di registrazione verrà riportato su tutti i suoi droni. Non è invece prevista la registrazione del singolo apparecchio.

Inoltre, un drone della categoria Open dovrà comunque rispettare le regole di circolazione aeronautica e non invadere gli spazi aerei controllati, quali le Zone di Traffico di Aeroporto (ATZ) e le zone ristrette e proibite, così come eventuali disposizioni di pubblica sicurezza che impediscono il volo nelle zone dove vi sono assembramenti di persone (cortei, manifestazioni, eventi sportivi, ecc.) o vi sono edifici “sensibili” (istallazioni militari, carceri, edifici istituzionali, ecc.).

Per quanto riguarda l’identificazione del drone, in Italia, a breve, tutti i droni superiori a 250 grammi dovranno essere registrati nella piattaforma D-Flight, predisposta dall’ENAC per il controllo del traffico aereo dei droni e nel futuro tramite il sistema U-Space, specificatamente previsto dal regolamento europeo che, oltre alla tracciabilità del mezzo, prevedrà una serie di servizi per la sicura circolazione soprattutto in ambienti urbani.

LA CATEGORIA SPECIFIC

Questa categoria comprende le operazioni di velivoli a pilotaggio remoto che presentano un livello di rischio superiore a quello della categoria open; in particolare operazioni che possono essere effettuate fuori dal campo visivo del pilota, nella modalità BVLOS – Beyond the Visual Line of Sight, anche con droni di massa inferiore a 25 kg.

In questa categoria in effetti è rilevante non solo la massa o la dimensione del drone, bensì la criticità degli scenari delle operazioni. L’operatore deve quindi dimostrare preventivamente all’autorità competente che ha valutato il livello di rischio dell’operazione che intende svolgere e ha adottato tutte le misure per mitigare le conseguenze di un’eventuale perdita di controllo del mezzo.

La valutazione del rischio, effettuata con metodi tecnici secondo protocolli prestabiliti dal regolamento, dovrà essere presentata all’autorità che rilascerà l’autorizzazione a svolgere l’operazione prevista; per facilitare il compito degli operatori, il regolamento definirà alcuni “scenari standard” che conterranno gli elementi chiave per la mitigazione del rischio e le limitazioni prestabilite (es. quota di sorvolo delle persone, aree di sicurezza, dotazioni tecnologiche del mezzo). L’operatore che svolga l’operazione in conformità a tali scenari standard è esentato dal richiedere l’autorizzazione preventiva, e può operare presentando all’autorità solo una dichiarazione.

Anche il livello di addestramento del pilota è più severo rispetto alla categoria open, come pure la documentazione tecnica che l’operatore deve predisporre per poter svolgere l’operazione.

Questi requisiti sono abbastanza simili a quelli già previsti dal Regolamento ENAC per le operazioni specializzate critiche.

LA CATEGORIA CERTIFIED

La categoria Certified, comprende le attività con mezzi aerei a pilotaggio remoto che svolgono operazioni considerate ad alto rischio. Fra queste rientrano quelle svolte in aree dove sono presenti assembramenti di persone, quali cortei o gare sportive, ma soprattutto quelle dove il mezzo naviga negli spazi aerei controllati.

In tali condizioni, il regolamento europeo prevede quindi requisiti ancora più stringenti per il velivolo, che dovrà avere una certificazione di navigabilità come se fosse un aereo tradizionale, per il pilota che dovrà avere la licenza e il progetto di volo che dovrà essere approvato.

Allo stato attuale, però, il regolamento europeo non contiene requisiti di dettaglio sulla Certified Category; è previsto che entro la fine del 2019, l’European Union Aviation Safety Agency – EASA pubblicherà una serie di proposte regolamentari e linee guida che chiariranno gli aspetti oggi controversi o mancanti.

La nuova normativa europea sui droni contiene inoltre un altro regolamento che stabilisce i requisiti di progettazione e costruzione per i droni fino a 25 kg. Anche questo regolamento sarà pubblicato entro l’estate sulla Gazzetta Ufficiale Europea, ma non è completo, mancano infatti ancora gli allegati. Per questo la Commissione europea ha concesso un tempo superiore, vale a dire tre anni, per la sua applicazione.

In sintesi, il regolamento indica le caratteristiche tecniche dei droni che potranno operare nella Categoria Open, distinguendoli in 5 classi (dalla C0 per i droni di massa fino a 250 grammi e bassa energia di impatto alla C4 che non dovrà superare i 25 kg)) in modo che possano operare in sicurezza negli ambienti e nelle condizioni previste; tutti i droni dovranno avere una marcatura CE che assicura la conformità del prodotto ai requisiti essenziali di sicurezza previsti da una o più Direttive comunitarie ad esso applicabili. A partire dal 2022, ad ogni modo, potranno essere commercializzati e utilizzati in Europa in Open Category solo droni che abbiano la marcatura CE.

Federico Cabassi